giovedì 31 gennaio 2008

Senza benza

Dopo il grande successo di: "Beatrice cambia una gomma", adesso solo per voi: "Beatrice resta senza benzina" secondo capitolo della saga della sfiga. Altro che guerre stellari o il signore degli anelli!
Era da un pò che non indossavo quell'adorabile giubbino catarifrangente. Fatto sta che domenica pomeriggio, mentre mi accingevo ad andare ad un fantastico aperitivo vestita di tutto punto, sono rimasta senza benzina come un'idiota. E sì che li avevo messi i 10 euri canonici. Comunque, una volta appurato che era colpa della benzina (Beatrice guarda la luce rossa fissa, Beatrice ne deduce che è finita la benzina) ho messo le quattro frecce e sono scesa dalla macchina. Premessa: ero ferma sul curvone dell'olimpica in direzione piazza Pio XI, a neanche un metro dall'inizio della discesa. Fine della premessa. In quel punto le macchine sfrecciano a non meno di 80 km/h ma io ho pensato che qualche anima pia, o al limite qualche maniaco, si sarebbe fermato ad aiutare una donzella in difficoltà. Mi sbagliavo. Dopo cinque minuti decido che è arrivato il momento di passare all'azione. Apro il bagagliaio e ne tiro fuori: triangolo e tanica. Litigo con il triangolo, fino a riuscire a montarlo e lo piazzo là da qualche parte. Poi prendo la tanica e mi avvio verso il benzinaio, sperando che nessuno travolga la mia auto. Cammina cammina arrivo giù alla piazza. Mi faccio deridere dall'indiano che mette la benzina e torno su per la mia strada. Tanto per non farmi mancare niente, tornando verso la macchina sradico un ramo da un cespuglio e raccatto una bottiglia vuota dalla strada, del resto non ho guardato mg gyver così per caso. La macchina è ancora li, è già qualcosa. Incastro il legnetto nel bocchettone della benzina, che altrimenti mi sarei tirata tutta addosso (grazie michele) poi travaso la benzina dalla tanica alla bottiglia e finalmente la verso nel serbatoio. FFFFATTO? Ecco, adesso moltiplica l'operazione per circa tre o quattro volte, buttati la benzina un pò addosso e inizierai a capire come mi sentivo io. Anzi no, immaginati sui tacchi và. Tanto per rendere più realistica la cosa. Quando mi mancava proprio l'ultimo goccetto, si è fermato un ragazzo gentilissimo. "Ti serve aiuto?" Devo aver farfugliato qualcosa di incomprensibile. "Ti serve aiuto?" - scende dal motorino e si avvicina. "No grazie, ormai ho fatto" Silenzio. Poi guarda la macchina e fa: "Certo che sfiga, proprio prima della discesa".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

fare un pieno no eh?
donne... :D

elena ha detto...

mannaggia bea...per fortuna a me nn è ancora capitato...andrei in palla totale...

anonimo...chiunque tu sia...nn sbagli mai????